“Osare dire no”: la soluzione all’idea 2021

“Osare dire no”: la soluzione all’idea 2021

“Osare dire no”: la soluzione all’idea 2021

41% dei francesi “osa dire di no” è la decisione del 2022. Questo dato, pubblicato in un sondaggio pubblicato dall’Istituto di ricerca Ipsos il 6 gennaio, fa luce su una tendenza globale: rifiuto di approfittare – debolezza, gentilezza eccessiva, accesso all’orario di lavoro… “Dire no” significherebbe un modo per rifiutare ‘positività tossica’, sciocco.

“Osare dire no”: la soluzione all’idea 2021

Il filosofo Alain, dal canto suo, vede nella negazione un gesto intellettuale fondamentale: un modo per dubitare, soppesare, poi negare e rifiutare ciò che, però, sembrava ovvio. “Pensare è dire di no”riassume l’autore Parliamo di forze (pubblicato postumo nel 1985). Esaminiamo.

  • Di’ di no per forzarti. Se hai il coraggio di dire di no, c’è il coraggio di opporti a coloro che ci impongono la nostra volontà. “Tiranno” e “predicatori”Dicci Emile-Auguste ChartierQuesto Alain, hanno in comune il fatto che vogliono che accettiamo le loro opinioni sulle cose senza darci il tempo di metterle in discussione o vedere se sono possibili altri mezzi. Ma quando lo faccio “Comprensione”subito “Non sto cercando nient’altro”, spiega il filosofo: rinuncio al mio stesso potere di riflessione. Il consenso senza pensare è un modo per perdersi, per cedere il passo agli altri. D’altra parte, la negazione può essere un modo per esistere senza essere impressionati. Non è perché qualcuno parla ad alta voce che ha potere o denaro, devi rinunciare a tutto per lui. Questo è il motivo, secondo Alain “no” è “combattere”.
  • Dì di no per stare sveglio. “Si noti che il segno del sì significa che l’uomo si sta addormentando; al contrario, la sveglia scuote la testa e dice di no”., scrive Alan. Un “sì uomo” che dice sì a tutto, sempre, è come un dormiente che annuisce con la testa ! Ha perso la capacità di criticare ciò che gli è stato offerto, di rifiutare l’invito e di assumere il rifiuto. Accettando tutto, senza capirlo, vive come un sonnambulo o un burattino, in balia dei desideri degli altri. Prendere una risoluzione “no” ci consentirà di combattere contro l’intorpidimento del consenso permanente. Divieto di Alain è un gesto simile a un gesto “sfregarsi gli occhi” saltando dal letto. Si rompe “nebbia” l’ambiente di alienazione e ci rende attori della nostra esistenza.
  • Dì di no per prenderti del tempo per dubitare. C’è qualcosa di carino nella fede e può diventare rapidamente dogmatico. Tuttavia, ci dice Alain “La riflessione è la negazione di ciò in cui si crede”. Con questa negazione, ci costringiamo a non dare nulla per scontato, a combattere contro le nostre scoperte per prove future. Ad esempio, questo non è piatto perché non vedo la curva della Terra. La negazione, spiega Alain, ha il coraggio di dire “No, non sei come sembri. Come dice l’astronomo al sole, come ogni persona la cui immagine è caduta nell’acqua”, dice.. “No” è un divieto di amministrazione immediata, lasciando spazio a dubbi. In quanto tale, si presenta come un gesto epistemologico fondamentale che consente il progresso della scienza.
  • Dì di non imparare a pensare contro te stesso. “È un pensiero in sé che dice di no. Rompe il felice consenso. È diverso da se stesso”.continua Alain. Per dire “no” agli altri, quindi, bisogna partire dal saper dire “no” a te stesso. Perché è consuetudine dire “sì” a noi stessi e ai nostri stessi pensieri. Spesso cediamo alle nostre influenze, ai nostri soliti modi di pensare, senza tempo per interrogarli, per studiarli. Tuttavia, Alain avverte “chi si accontenta dei suoi pensieri non pensa più a niente”. Per questo il primissimo “no” – e più importante – è quello che osiamo dire a noi stessi… E questa capacità di accettare di pensare contro e contro se stessi è senza dubbio la più difficile a cui aggrapparsi.

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